Sharing Economy: Il nuovo Modello Economico

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Sharing Economy: Il nuovo Modello Economico

Sharing Economy: Le classi sociali moderne sono raggruppamenti di fatto, non di diritto e la discriminante principale era fino a poco tempo fa la distribuzione dei redditi ed il patrimonio accumulato.

Ora non è più tempo di divisione tra ricchi e poveri. Oggi non conta più che tu provenga dalla classe media, dei ricchi o dei poveri.

Qualunque sia la tua classe socio-economica di appartenenza di ieri oggi non conta nulla rispetto alla nuova realtà nella quale viviamo perchè il denaro e la capacità di produrre reddito non è più la sola distinzione di fatto.

“La CONOSCENZA oggi è un bene più prezioso che mai ed è la vera discriminante tra gli esseri umani per distinguerli nelle nuove classi sociali”

C’era una volta chi sapeva leggere e scrivere ed era più che sufficiente per poter essere più ricchi ed influenti di altri.

Poi è arrivato il momento delle professioni; chi studiava diveniva quasi automaticamente ricco perchè aveva una concorrenza molto limitata.

Infine è arrivata l’era dell’informazione, della tecnologia, della comunicazione.

Tutto è stato amplificato in modo esponenziale, compreso il confronto nel mondo del lavoro dove, per emergere, devi essere molto preparato rispetto a chiunque altro.

In questo nuovo mondo essere in grado di usare la tecnologia equivale a non diventarne vittima approfittando dei vantaggi economici che si possono ottenere rispetto a chi non sa utilizzarla.

Una volta c’era l’analfabeta che rimaneva confinato a livello economico per la mancanza delle conoscenze basilari per comunicare (leggere e scrivere); oggi si può essere super competenti in qualche materia ma, non conoscendo come utilizzare al meglio la tecnologia, si è esattamente nella stessa posizione dell’analfabeta di un tempo che non sapeva né leggere né scrivere. In sintesi oggi assistiamo ad un elevatissimo tasso di:

“ANALFABETISMO DIGITALE”

Se il vecchio analfabetismo impediva di diffondere le proprie idee o competenze ad un numero maggiore di Persone in un contesto molto ristretto locale per trarne un beneficio economico oggi, l’analfabetismo digitale, esattamente nello stesso modo, ci impedisce di raggiungere un numero adeguato di altre Persone per diffondere le proprie idee o competenze in uno scenario che è divenuto globale.

“Non è cambiato nulla, solo la dimensione del mercato di competitor con il quale ognuno di noi deve misurarsi per emergere.”

In buona sostanza, non più la capacità di produrre reddito ma la propensione ad acquisire o meno nuove competenze farà sì che gli individui si divideranno nelle tre nuove macro classi a prescindere da quanto denaro dispongano.

UPGRADING CLASS

INDIVIDUI CHE ACQUISISCONO SEMPRE PIU’ COMPETENZE TRASVERSALI IN PIU’ CAMPI; SONO SEMPRE PIU’ INFLUENTI ED ABBIENTI – DOMINANO LA TECNOLOGIA ED IN MOLTI CASI DETERRANNO ALGORITMI CHE LAVORERANNO PER LORO.

LATERAL CLASS

INDIVIDUI CHE NON HANNO INTERESSE A MIGLIORARSI O NON NE PERCEPISCONO L’IMPORTANZA; FANNO IL MINIMO INDISPENSABILE PER TENERSI AL PASSO CON I TEMPI E PERMANGONO IN UN EQUILIBRIO PRECARIO – USANO LA TECNOLOGIA SOLO PER DIVERTIMENTO/INTRATTENIMENTO DIVENTANDO SEMPRE PIU’ TARGET PER CHI VUOLE VENDERE LORO PRODOTTI E SERVIZI.

DOWNGRADING CLASS

INDIVIDUI CHE CONTINUANO AD APPLICARE VECCHI SCHEMI VINCENTI NEL MODELLO ECONOMICO PASSATO E CHE LENTAMENTE VERRANNO MESSI DI FRONTE AL FATTO CHE NON SONO PIU’ IN GRADO DI SOSTENERE IL PROPRIO TENORE DI VITA O CHE SPRECHERANNO QUANTITA’ ENORMI DI TEMPO PER FARE COSE CHE GLI ALTRI FARANNO PIU’ VELOCEMENTE E CON MINOR DISPENDIO DI ENERGIA – SUBIRANNO LA TECNOLOGIA SPESSO SENZA NEMMENO RENDERSENE CONTO.

C’è un “piccolo” dettaglio che però sfugge ed è infinitamente più pericoloso dell’analfabetismo digitale.

Mentre la competizione con gli altri è già divenuta quasi insostenibile per un singolo individuo si sta affacciando un nuovo livello di competenze con il quale un essere umano da solo non può competere:

l’Intelligenza Artificiale, per gli amici “AI”

Di fronte all’emergere di questo nuovo livello di competenze non è più sufficiente sapere di più e meglio di chiunque altro, nemmeno potenziando le capacità cognitive ed aumentando la percentuale di facoltà cerebrali utilizzate può bastare;

Il mito secondo il quale mediamente gli esseri umani utilizzano solo il 10 per cento delle proprie facoltà cerebrali sarebbe quindi assolutamente falso e secondo Barbara Sahakian, docente di Neuropsicologia clinica all’Università di Cambridge, «non ha alcun senso».

Bisogna cambiare schema, cambiare modello…

bisogna unire le proprie competenze a quelle degli altri.

Per competere con la “AI” il problema non è quale percentuale del cervello utilizza il singolo individuo bensì quanti individui riescono ad interagire tra di loro sommando le proprie competenze.

E’ giunto il momento di entrare in un nuovo paradigma economico-sociale.

Ogni singolo individuo può e deve continuare a formarsi per cercare di raggiungere l’eccellenza in quello che fa nella vita e nelle competenze che ha acquisito.

Oltre a fare diverse attività (cosa che continuo a consigliare) per poter diversificare le proprie entrate economiche e sopravvivere all’iper-competitività, ora l’individuo può potenziare la sua difesa entrando anche in un tessuto strutturato ed organizzato di altri individui accettando di retrocedere una piccolissima parte delle sue entrate prodotte grazie alle proprie competenze a favore di altri individui che, a loro volta, potranno sostenerlo con una piccolissima parte delle loro.

In sintesi:

“sharing economy del SAPERE”

Mentre il singolo individuo non può competere con l’Intelligenza Artificiale che è destinata a dominare molte aree della nostra vita e della nuova “società digitalizzata”, sempre più decentralizzata rispetto al vecchio modello economico fondato sulle istituzioni,

i nuovi social che nasceranno avranno funzioni ” social-i” che consentiranno agli individui di partecipare ad un modello di condivisione della conoscenza premiante e virtuoso per chiunque ne faccia parte.

Questo è il principio per il quale è nata CamTV ponendo le basi per posizionarsi al meglio nel nuovo modello economico nella “UPGRADING CLASS” a prescindere da quanto si possa essere padroni o meno della tecnologia beneficiando di fatto della condivisione del SAPERE anche di altri individui; chiunque può accedervi gratuitamente e, volendo, partecipare anche attivamente a questa fase di fondazione nella quale il mercato ne sta già decretando il successo.

€ 1.517.900 sottoscritti grazie al Crowdfunding in poco più di un mese rendono CamTVil primo progetto per raccolta in Europa.

In questo momento, per il nuovo Social che sta innestando una rivoluzione nel modo di lavorare e di creare welfare, le funzioni già attive sono ancora limitate.

In questo mio articolo troverai i dettagli di tutte le funzioni già attive e di quelle previste per le prossime release.

CamTV è infatti ancora in Beta Version ma il primo tool di comunicazione fruibile sta già facendo notizia;

“un sistema di videochiamata peer to peer non intercettabile e criptato (tecnologia WebRTC) dotato di sistema integrato per trasferimento di denaro immediato.”

Il top per chi desidera parlare con i propri Clienti in massima sicurezza.

Se vuoi parlare di quanto scritto in questo articolo o semplicemente provare questa nuova tecnologia di videochiamata al posto dei soliti altri sistemi scoprirai una qualità audio e video mai visti prima; accedi da questo link:

https://goo.gl/2baoxm

Una volta sulla pagina scendi in basso e clicca su “Accedi con Facebook o con LinkedIn“, certifica il tuo profilo, fai il test della webcam e del microfono e potrai utilizzarlo immediatamente.

Cercami tra gli utenti e chiedimi l’amicizia, sarò felice di poterti conoscere e parlare personalmente.

Costantino Ricchi

L’articolo è stato redatto da Matteo Maurizio e ho ritenuto opportuno condividerlo , sposandone in pieno i contenuti e le argomentazioni al suo interno.

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