Le Cicale “Jo Streghiglio” e i Nonni

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Le Cicale “Jo Streghiglio” e i Nonni

Le Cicale “Jo Streghiglio” e i Nonni

Chiudi gli occhi…
Respira…
e trasforma le tue emozioni in lettere…
Ferma il tempo..
Spegni tutto e ….
RICORDA..

Eccolo…. lo vedo..

Un bambino di appena 9/10 anni , magro .. magrissimo.. con i capelli a “scodella” tagliati ad arte dalla nonna.. la migliore mamma che una persona possa aver mai avuto .IMG_2613

Canottiera a spalla stretta bianca e pantaloncino corto blu con risvoltini rossi e orsacchiotti in tema .
Scarpe semiortopediche Blindate, antiproiettile e a prova di qualsiasi urto.

OVVIAMENTE in crescenza di uno/due numeri e con l’ovatta in punta.. perche’ come diceva la nonna…”tanto ci crisci rentro nte preoccupa’ ” (tanto ci cresci dentro non ti preoccupare)
Ginocchia della stessa massa delle braccia costantemente gramate da scivolate , cadute, partite a pallone infinite e tante corse
alto un metro e poco piu’…. ma agile come una gazzella e instancabile … sempre pronto a correre e vedere in ogni cosa un gioco dal quale uscire vincitore .

e’ un pomeriggio d’estate , appena dopo pranzo … e la nonna e’ appena andata a dormire in cantina… per sfuggire al caldo dell’estate.
Manca una delle due grandi chiavi delle cantine di una volta.. quindi sono certo che lei sia giu’ a dormire SAMSUNG.
In mezzo al profumo dei “pummidori d’appicco” gelosamente appesi in cantina al fresco in mezzo alle botti con dentro il vino fatto in casa con tanto amore … al centro di quella cantina la “ravazzola” (una vecchia rete con un materasso) , donava conforto , fresco e riposo a una splendida donna mai doma e pronta a donare amore infinito.

E allora posso mettere in atto la mia fuga !
Devo solo controllare il nonno….se dorme anche lui sono Libero !

Il nonno..
un’altro EROE della mia vita…
due Guerre, partigiano , eterno lavoratore e ottimista , talmente forte che nemmeno un tumore lo ha minimamente intaccato per tutta la sua vita.
Sveglia alle tre del mattino … e via in campagna fino alle 2 del pomeriggio

Sentivo il suo passo arrivare dal fondo della piazzetta… era come un orologio svizzero… passo lento, trascinato e stanco, ma sempre indomito e Fiero.
Quegli scarponi passati e resi impermeabili in modo magistale col Grasso davano un rumore ai suoi passi simili alla cadenza dei passi di un Gigante buono.

Arrivato in fondo alla rampa delle scale si fermava e iniziava la sua procedura di sempre … si siedeva due minuti… si toglieva la sacca che la banca regalava ogni anno ai suoi migliori correntisti insieme ad agenda e calendario e restava li…. in fondo alla piazzetta a osservare…
due chiacchiere con le altre vecchiette della piazzetta … una pulita al suo compagno di lavoro e sempre fedele coltellino a serramanico peggio dei multiuso svizzeri e poi … si saliva….

13 scalini di pietra viva e un pianerottolo finale (jo Streghiglio) … l’ultimo sforzo di una giornata di lavoro e poi il meritato riposo e un buon litro di vino con il pranzo come premio.

Una cadenza svizzera… lenta… e tutto il peso del corpo su una gamba… quel passo suonava come un tamburo nel silezio dell’estate…

due.. tre … otto .. dodici .. tredici … e il pianerottolo…
Pranzo e pennichella anche per il guerriero indomito.porta

Sono libero di poter sgattaiolare e andare a giocare a Monte Pio !
Devo attuare la mia fuga e evitare di passare dalla sala dove dorme il nonno….
E allora.. devo uscire dalla finestrella sopra la porta della camera da letto che da’ sul pianerottolo !
Ed ecco houdini in azione… un ragno di un metro e 20 che si cala da una finestrella da 20×40 cm sopra la porta della camera da letto e che sgattaiola FIERO della sua FUGA EPICA !

Corri ! Corri e vai verso il tuo regno dei giochi.

Ricordo ancora adesso quelle sensazioni indimenticabili…
L’aria dell’estate e del primissimo pomeriggio, le ore piu’ calde di agosto (12.00 / 13.00)
Il sole che ti scaldava fin dentro al cuore…
Il profumo dei fiori …
Il silenzio dei vicoli e delle vie di quel paese rotte solo da quella musica…
quella musica che mai dimentichero’ per tutta la mia vita..
Le mie compagne di gioco nei miei pomeriggi di sole in attesa di Gianluca e degli altri amici..
Le CICALE !!…..

Il loro canto trasportato dal vento insieme con i profumi delle cantine, dei fiori, del vino, delle piante di basilico esposte come trofei sugli “STREGHIGLI” (pianerottoli) delle case.

Ore di gioco (vi raccontero’ in altri momenti cosa potevamo combinare una volta per divertirci) e dalle 13.00 alle 18.00 si giocava.. correva.. rideva…scherzava… per poi rientrare a casa .

Ma prima del rientro a casa… c’era L’ultimo DUELLO per la SOPRAVVIVENZA ….
LA NONNA INCAZZATA CON L’ARSENALE AL SEGUITO !

eri li… in quel parcheggio … marcio di sudore e sporco come un carbonaio dopo la ventesima partita di pallone fatta con gli amici, le corse, le guerre con le trottole e soprattutto le missioni di scoperta di qualsiasi anfratto alla ricerca di teschi e marmi scritti in latino (per noi erano trofei dal valore inimmaginabile)

La scena era da far west…. Tu nel parcheggio… e Lei lontana 300 metri dritta a ore 12 ….
Anticipava il suo arrivo con il Classico Urlo Lancinante ” TE POZZA DA NO CORBOOOOO !!! MA NON E’ ORA CHE RENCASI ???? STO’ GIRO T’AMMAZZO!!!” (ti prendesse un colpo, non e’ ora che torni a casa ? questo giro ti ammazzo.. )

Davide contro Golia e le sue amiche cicale !!
Elabora Costa… e in fretta… E’ ARMATA !!!

Arsenale a disposizione della nonna :

  • Doppia Ciavatta con fibia regolatrice in metallo da lanciare per ultime !
  • Paletta di Legno da lanciare per prima con gettata a corto raggio
  • Scopa per gettata a lungo raggio !
  • Io.. Disarmato sudato e stanco … ma furbo e agile !

200… 100… 30 metri con epiteti a contorno che non ripeto e TIFO delle altre vecchiette coalizzate contro di me e che tifavano affinche’ una delle armi della nonna mi colpisse.

Ok… sono pronto !….

dopo l’ennesima finta promessa “vieni che non ti faccio niente… ”
Devo scatenare l’ira funesta e fuggire verso casa… pertanto… attacco frontale diretto

Corsa verso la nonna e …. ZAC !! come previsto parte “la cucchiara” a mo’ di fionda…..SCHIVATA !! , SPOSTAMENTO CON FINTA REPENTINA DESTRA SINISTRA e parte la scopa a mo’ di alabarda spaziale di Goldrake …. schivata ! …. occhio al colpo di coda del mostro ….. una volta disarmata con abile mossa repentina “se caccia le ciavatte e me le tira appresso” stile guerriero maori con tanto di urla !

Corri Forrest !!!
la strada e’ disseminata di armi , ciavatte, cucchiai e scope … io corro corro corro e mentre mi allontano sento godzilla che urla ferito e che medita vendetta.

Faccio quei 13 scalini in un secondo e mezzo e fuggo in camera da letto SOTTO il letto pronto a difendermi dalle scopettonate punitive a mo’ di stana la bestia dal buco (sto’ morendo dalle risate al solo ripensarci povera donna ).

arriva da lontano… la sento… sale… viene diretta in camera… e si comincia !
due minuti di cose irripetibili , raccomandazioni , minacce e poi….

quel gesto d’amore che mai mi sarei aspettato e che al solo pensiero mi fa’ commuovere mentre lo scrivo….
“adesso esci da li sotto e vieni a fare merenda… t’ho fatto il tuo uovo sbattuto con il caffe’ dentro”

uovoAndavi in cucina e…. non sembrava nemmeno piu’ lei…
Quello sguardo pieno d’amore e quel pensiero per te li… “Gl’ovo sbattuto”
lo divoravi con piacere (poi magari sputavi come un lama per un’ora ma era fantasticamente buono) e finiva cosi… un giorno da guerriero.

si cenava … e dopo cena .. avveniva la cosa piu’ bella del mondo per un bambino di 8/10 anni:

– Scendeva il fresco…

– Andava via la luce

– E la piazzetta si animava delle vecchiette ognuna rigorosamente con la sua sedia personale

Ma lei non scendeva in piazzetta … le restava li … sul pianerottolo con la sua sedia rossa..nonna
con il copri seduta cucito con i ferri a mano…
e mi faceva sedere in braccio per poi portare la sedia su due zampe e poggiandosi con lo schienale alla parete di tufo

Quel gesto era magico…
abbracciato a lei mi sentivo in paradiso…
al riparo da tutto e tutti
e cominciava… a raccontare le storie della guerra… dei partigiani.. delle bombe e di come prima era diverso.
Ricordo che ogni volta .. prima di addormentarmi in braccio a lei e ai suoi racconti mi diceva sempre la stessa frase… sempre… “recordate figlio me… sulo perche’ non te so’ fatto je… ma e’ come le carezze che te dogno je… te le stesse a da mammeta” (questa la lascio cosi)

Questi erano i miei anni 80 e sono certo che nessun ipad, ipod, iphone e playstation potranno mai arrivare a donare lo stesso fascino di quei profumi e quei rumori.

Spero di averti regalato un sorriso e di averti fatto un po’ compagnia

Queste righe le dedico ai miei nonni persone splendide e che amero’ per sempre per quanto mi han dato.

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